Sì, quella è la mia ridicola tazza rosa con strass applicati. No, la mia tazza non mi piace, ma il the all'arancia e alla cannela sì. Tanto.
Sono un cliché, dal bere il the prima di andare a dormire, alla procrastinazione ogni volta che arriva il momento di pensare concretamente a qualcosa.
Ma il concreto fa paura, e le liste rendono tutto più reale.
Mia madre che mi ripete "Fai una lista delle cose che ti servono prima di partire, su. Non fare come al solito, tutto all'ultimo momento". Ma io non lo faccio apposta, o forse un po' sì. Ma non perché non mi va, come pensa lei. Rimando le liste, perché sono ansiosa, nel bene e nel male. Ci tengo troppo, a partire, ma allo stesso tempo mi terrorizza. E quindi ignoro tutto e tutti.
Però ieri ho fatto la lista, perché ho contato. 14 giorni prima della partenza. Quattordici. Due settimane. E poi? E poi il mare, oscuro e indefinito. Conoscibile solo se lo si naviga attentamente. Così mi sono armata di cappello da capitano, e ho fatto una lista.
#1 Random thoughts.
Chi ha inventato la frase "i soldi non fanno la felicità", mentiva, e probabilmente era ricco.
Veniamo cresciuti con valori troppo ampi e generali, valori che non ci spiegano come la vita di tutti i giorni vada veramente vissuta. Di fronte ad una scelta, ci troviamo così persi e senza indizi su quale sia la giusta via da prendere. E camminiamo, credendo di sapere, ma non per davvero. Perdendoci, chiediamo aiuto, perché quelle piccole nozioni che tutti ripetono non ci bastano mai. Ci serve quel consiglio diverso, quello che non assomiglia a nessun cliché, a nessuna frase fatta. Un consiglio con delle linee definite, quasi palpabile.
"I soldi non fanno la felicità", è vapore nell'aria. C'è, lo puoi vedere, ti accorgi della sua presenza, ma non lo puoi toccare. E poi svanisce.
Allora ti accorgi che i soldi non creano davvero la felicità, che questa fa parte di un piano diverso e non è qualcosa che si raggiunge, è qualcosa che c'è e basta, e dure un attimo. Però i soldi aiutano, aiutano a raggiungere quel benessere che spesso confondiamo con la felicità.
Quindi non ditemi che i soldi sono inutili, non provate a farmi credere che il benessere a cui ognuno di noi ambisce sia possibile a prescindere dal tuo conto in banca. Perché se anche ti servono all'inizio, anche solo per un biglietto aereo, per dare il via a quel qualcosa che stai cercando, i soldi aiutano. Tanto.
Veniamo cresciuti con valori troppo ampi e generali, valori che non ci spiegano come la vita di tutti i giorni vada veramente vissuta. Di fronte ad una scelta, ci troviamo così persi e senza indizi su quale sia la giusta via da prendere. E camminiamo, credendo di sapere, ma non per davvero. Perdendoci, chiediamo aiuto, perché quelle piccole nozioni che tutti ripetono non ci bastano mai. Ci serve quel consiglio diverso, quello che non assomiglia a nessun cliché, a nessuna frase fatta. Un consiglio con delle linee definite, quasi palpabile.
"I soldi non fanno la felicità", è vapore nell'aria. C'è, lo puoi vedere, ti accorgi della sua presenza, ma non lo puoi toccare. E poi svanisce.
Allora ti accorgi che i soldi non creano davvero la felicità, che questa fa parte di un piano diverso e non è qualcosa che si raggiunge, è qualcosa che c'è e basta, e dure un attimo. Però i soldi aiutano, aiutano a raggiungere quel benessere che spesso confondiamo con la felicità.
Quindi non ditemi che i soldi sono inutili, non provate a farmi credere che il benessere a cui ognuno di noi ambisce sia possibile a prescindere dal tuo conto in banca. Perché se anche ti servono all'inizio, anche solo per un biglietto aereo, per dare il via a quel qualcosa che stai cercando, i soldi aiutano. Tanto.
London will call me a stranger.
11 Ottobre. E' il giorno in cui prenderò per la prima volta un aereo da sola, in cui avrò per la prima volta solo me stessa, contro una città che credo di conoscere, ma che mi riserverà sorprese che non oso nemmeno immaginare. E poi tutto cambierà.
Non so bene se essere più spaventata o più elettrizzata dal fatto che sto per affrontare la sfida più grande che mi si sia mai presentata davanti. Ed è stata una mia scelta.
"Un passo per volta", si dice. Devo ricordarmelo.
E intanto passo il tempo a non fare nulla, e sento il bisogno di iniziare qualcosa di nuovo. Sì, sono preoccupante. C'è un bel mucchio di cose nuove proprio dietro l'angolo, eppure adesso mi annoio.
Allora ho iniziato un progetto, che per il momento trova luogo solo nella mia testa. Ho tante passioni: libri, musica, cinema, make up, e ho deciso di unirle tutte insieme. Le metto tutte in una scatola e le chiude per bene con un nastro che prenderà la forma di un blog, in inglese. An anglophile('s) Scrapbook, nascerà a breve. E chissà, magari per una volta questo progetto lo porterò a termine.
Londra è sempre più vicina.
Non so bene se essere più spaventata o più elettrizzata dal fatto che sto per affrontare la sfida più grande che mi si sia mai presentata davanti. Ed è stata una mia scelta.
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| Trafalgar Square, photo taken by me. |
E intanto passo il tempo a non fare nulla, e sento il bisogno di iniziare qualcosa di nuovo. Sì, sono preoccupante. C'è un bel mucchio di cose nuove proprio dietro l'angolo, eppure adesso mi annoio.
Allora ho iniziato un progetto, che per il momento trova luogo solo nella mia testa. Ho tante passioni: libri, musica, cinema, make up, e ho deciso di unirle tutte insieme. Le metto tutte in una scatola e le chiude per bene con un nastro che prenderà la forma di un blog, in inglese. An anglophile('s) Scrapbook, nascerà a breve. E chissà, magari per una volta questo progetto lo porterò a termine.
Londra è sempre più vicina.
Tra l'Abruzzo, Catelyn Stark e Teen Wolf.
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| Campo di Giove, Abruzzo. Photo taken by me. |
Ma. C'è un "ma" quest'anno, ed è rappresentato dalle piacevoli serate rinfrescanti passate in Abruzzo, in compagnia di amici, stelle, boschi e animagus - sì, eravamo convinti che il cane randagio che era solito gironzolare per il paese fosse, in realtà, il sindaco, patrono della città. Ma, come si suol dire, questa è un'altra storia.
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| by http://weheartit.com/akhaleesi |
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| by http://weheartit.com/jade_giacobbo |
E poi l'estate è finita. Volata via, iniziata in ritardo per me, come per tutti quelli che hanno dovuto sostenere i temuti esami di maturità. Ma sono volati anche quelli. Vola tutto così facilmente, di questi tempi.
E' tempo di confermare le proprie scelte, ora. E io ho già fatto gran parte del lavoro, l'ufficializzazione arriverà nei prossimi giorni. Paura, tanta. Perché lasciare tutto sta risultando un po' difficile, e non avere la certezza che tutto vada per il meglio al di là della Manica aumenta la tachicardia data dall'ansia. Quindi faccio un po' per volta, e piano piano mi avvicino. Ottobre, sei dietro l'angolo, lo so. Ti vedo fare capolino nella mia vita, timidamente. Ma sei così imponente, non posso non vederti, nemmeno al buio.
Una piccola presentazione di me.
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| Westminster Abbey, photo taken by me. |
Take Pains; Be Perfect. Atto 1, Scena 2 di "Sogno di una Notte di Mezza Estate".
Non credo nella perfezione. O meglio, credo che la perfezione risieda nell'imperfezione. Se non ci sono imperfezioni, non è reale. Qualche cicatrice la portiamo tutti, un graffio è simbolo di vita, dell'aver vissuto. Sei usato, non più nuovo di zecca. Hai qualcosa da raccontare.
Io di graffi ne ho tanti e ne voglio ancora. E qui è collocata la citazione che ho usato per dare voce a questo blog. L'impegno, la costruzione mattone dopo mattone dell'enorme scala che ti porterà dove vuoi andare. Il sudore, i pianti, le risate. Sono come la calce che tiene uniti quei mattoni.
Credo nello sforzo di voler lottare per ottenere e per migliorare. Sono diciannove anni che ci credo, e neanche di questo me ne sono mai resa conto. E' un po' alla base di me stessa, ed è ironico come la "base" sia la parte di noi di cui ci accorgiamo raramente, su cui contiamo senza nemmeno saperlo.
Mi chiamano Andrea, ho diciannove anni e mi sono appena diplomata. Sono inciampata in Shakespeare nel mio secondo anno di Liceo, l'ho raccolto e l'ho custodito gelosamente, portandomelo fino alla maturità. Sono di Roma, ma non vi appartengo. La mia città l'ho scoperta il 23 Settembre 2010, quando ho odorato Londra per la prima volta, e tre anni dopo ho intenzione di tornarci. Senza biglietto di ritorno, questa volta.






