#2 Random Thoughts.

/ mercoledì 2 ottobre 2013 /
"Brushing my hair, do I look perfect?"
E' la frase di una canzone di Jessie J, Who You Are, ed esprime perfettamente la presa di coscienza che sto sperimentando nelle ultime ore.
Sono sempre stata la prima a credere che l'aspetto non è tutto, che per essere belle, non sia necessario appartenere a certi canoni. La falsità con la quale mi circondavo mi ha stupita.
Ho sempre avuto in testa una particolare immagine di me stessa, nel futuro. Sin da quando ero bambina, avevo l'idea di poter essere questa ragazza bionda, piena di amici e, perché no, un bel ragazzo con cui condividere le prime emozioni. E' una fantasia che mi ha sempre seguita, allontanandomi sempre di più dalla realtà. Da un certo punto di vista, mi aiutava anche ad accettare quello che era il presente, sperando in un "futuro migliore". Ed è qualcosa che continuo a fare, un'abitudine involontaria che mi segue prima di addormentarmi, quando gli occhi si chiudono ed il domani diventa qualsiasi cosa io voglia. Ma è sempre stato qualcosa di sbagliato, e che mi ha impedito di accettarmi veramente per quella che sono, facendomi credere che dovessi realizzare questa bella immagine di me stessa per essere felice. E oggi ci sono inciampata, in questa ridicola immagine, e sono caduta. Sto ancora cadendo, aspettando che qualcuno mi prenda tra le braccia e mi aiuti a rialzarmi. Quel qualcuno devo essere io.
Ognuno di noi ha nella testa quello che vorrebbe essere, e non c'è errore più grave. Ci uccidiamo, uccidiamo chi siamo per tentare di essere qualcuno che non saremo mai. Dov'è il bello in tutto ciò? Dov'è il giusto?
Fa bene avere degli obiettivi, delle ambizioni, anche lavorare su se stessi è importante, se non si sta bene. Ma deve essere un lavoro sano, costruttivo, naturale. E' quando vorremmo cambiare qualcosa che è naturalmente così, che sbagliamo.
E' una consapevolezza che sto raggiungendo piano piano, e che richiederà tanto lavoro per ottenerla davvero. Ma oggi, per la prima volta, tenterò di non combattere lo specchio, di non dichiarare guerra a quella parte di me stessa che non mi piace.

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Twenty years old. Born in Rome, but lives in London. My name was supposed to be Andrea, but back in 1994 it was exclusively a male name. I write. I write to escape, to travel, I write to live. I love England. I love music, books and John Keats. I describe myself as cynical and objective, but my favourite literature period is Romanticism. I'm the girl in the dress, because Taylor Swift describes me perfectly.

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Diciannove anni, maturata. Lei si sarebbe dovuta chiamare Andrea, ma nel 1994 non era considerato un nome adatto ad una bambina. Scrive. Scrive per viaggiare, scrive per fuggire, scrive per andare in contro al mondo. Ama l'Inghilterra. Ama la musica, e ama i libri. Ama John Keats. Si definisce cinica e oggettiva, ma il Romanticismo è il periodo che più l'affascina. E' la ragazza con il vestito, perché Taylor Swift la descrive così dannatamente bene.
 
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