E' la frase di una canzone di Jessie J, Who You Are, ed esprime perfettamente la presa di coscienza che sto sperimentando nelle ultime ore.
Sono sempre stata la prima a credere che l'aspetto non è tutto, che per essere
Ho sempre avuto in testa una particolare immagine di me stessa, nel futuro. Sin da quando ero bambina, avevo l'idea di poter essere questa ragazza bionda, piena di amici e, perché no, un bel ragazzo con cui condividere le prime emozioni. E' una fantasia che mi ha sempre seguita, allontanandomi sempre di più dalla realtà. Da un certo punto di vista, mi aiutava anche ad accettare quello che era il presente, sperando in un "futuro migliore". Ed è qualcosa che continuo a fare, un'abitudine involontaria che mi segue prima di addormentarmi, quando gli occhi si chiudono ed il domani diventa qualsiasi cosa io voglia. Ma è sempre stato qualcosa di sbagliato, e che mi ha impedito di accettarmi veramente per quella che sono, facendomi credere che dovessi realizzare questa bella immagine di me stessa per essere felice. E oggi ci sono inciampata, in questa ridicola immagine, e sono caduta. Sto ancora cadendo, aspettando che qualcuno mi prenda tra le braccia e mi aiuti a rialzarmi. Quel qualcuno devo essere io.
Ognuno di noi ha nella testa quello che vorrebbe essere, e non c'è errore più grave. Ci uccidiamo, uccidiamo chi siamo per tentare di essere qualcuno che non saremo mai. Dov'è il bello in tutto ciò? Dov'è il giusto?
Fa bene avere degli obiettivi, delle ambizioni, anche lavorare su se stessi è importante, se non si sta bene. Ma deve essere un lavoro sano, costruttivo, naturale. E' quando vorremmo cambiare qualcosa che è naturalmente così, che sbagliamo.
E' una consapevolezza che sto raggiungendo piano piano, e che richiederà tanto lavoro per ottenerla davvero. Ma oggi, per la prima volta, tenterò di non combattere lo specchio, di non dichiarare guerra a quella parte di me stessa che non mi piace.

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