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| Rochester, Kent. Photo taken by me. |
Intanto, alternavo i momenti di spensieratezza a quelli di ricerca. Ricerca di un lavoro, di una casa, di uno spazio in questa immensa Londra. Quello spazio che ho sempre sentito quando venivo qui, quello che non avevo mai sentito a Roma. Ma quello spazio era momentaneo, lo spazio di chi viaggia e torna a casa. Io volevo uno spazio permanente, un'impronta che non svanisse appena la marea tornava a riva.
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| Londra. Photo taken by me. |
Sto spuntando una ad una quelle cose che mi ero ripromessa di fare, che sarebbero costate tentativi, stress e tempo. Se li è presi tutti, Londra. Lei, la città che ho sempre voluto sentire mia, la città dove tutto sembrava essere possibile. Non so se fosse solo un sogno disperato, mera fantasia, o forse qualcosa di vero in tutto quello che sentivo c'era. Lo scoprirò nel giro di un mese, probabilmente. Il tempo cambia le giornate inaspettatamente, così come le giornate vengono cambiate dal tempo.
Ho un tetto sopra la testa, non di quelli duraturi, fragile. Ho la possibilità di mettermi in mostra, di far vedere quello che so fare e quanto voglio quello spazio. Ma è dura, sì che è dura. Perché quando non vedi l'ora di tornare a casa, scopri che la casa non la hai. Scopri che quello che chiamavi "casa", non erano due lenzuola e un cuscino. Era la gente, era la sensazione di calore che solo il sentirsi a proprio agio in un luogo può dare.
E' questo quello di cui ho paura adesso. Di non poter mai chiamare Londra "casa".



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