Tra Rochester e Londra, una sognatrice itinerante.

/ mercoledì 23 ottobre 2013 /
Ho passato l'ultima settimana e mezza a chiedermi se abbia fatto la scelta giusta. Se trasferirmi significhi davvero un passo avanti verso i miei sogni, o un passo di lato verso una fantasia. Sto ancora cercando la risposta.
Rochester, Kent.
Photo taken by me.
Sono arrivata in Inghilterra l'11 Ottobre, a Rochester per le sette di sera. Ho sfruttato il weekend per guardarmi un po' in giro, per capire dove fossi e chi avessi intorno. E poi ho ritrovato i miei amici, quelli che avevo lasciato solo quattro giorni prima, e quelli con cui non parlavo da prima dell'estate. Ho trovato nuove persone, nuove risate, nuovi scherzi e nuove preoccupazioni. E mi sono lasciata prendere da tutto questo anche io, mostrandomi una volta tanto per quella che sono senza timore, accettando di essere accettata.
Intanto, alternavo i momenti di spensieratezza a quelli di ricerca. Ricerca di un lavoro, di una casa, di uno spazio in questa immensa Londra. Quello spazio che ho sempre sentito quando venivo qui, quello che non avevo mai sentito a Roma. Ma quello spazio era momentaneo, lo spazio di chi viaggia e torna a casa. Io volevo uno spazio permanente, un'impronta che non svanisse appena la marea tornava a riva.
Londra.
Photo taken by me.
Ho trovato una stanza, in uno dei posti dove pare che qualche anno fa la criminalità non fosse da sottovalutare. Oggi scrivo proprio da lì, e fuori le sirene della polizia corrono come il vento.
Sto spuntando una ad una quelle cose che mi ero ripromessa di fare, che sarebbero costate tentativi, stress e tempo. Se li è presi tutti, Londra. Lei, la città che ho sempre voluto sentire mia, la città dove tutto sembrava essere possibile. Non so se fosse solo un sogno disperato, mera fantasia, o forse qualcosa di vero in tutto quello che sentivo c'era. Lo scoprirò nel giro di un mese, probabilmente. Il tempo cambia le giornate inaspettatamente, così come le giornate vengono cambiate dal tempo.
Ho un tetto sopra la testa, non di quelli duraturi, fragile. Ho la possibilità di mettermi in mostra, di far vedere quello che so fare e quanto voglio quello spazio. Ma è dura, sì che è dura. Perché quando non vedi l'ora di tornare a casa, scopri che la casa non la hai. Scopri che quello che chiamavi "casa", non erano due lenzuola e un cuscino. Era la gente, era la sensazione di calore che solo il sentirsi a proprio agio in un luogo può dare.
E' questo quello di cui ho paura adesso. Di non poter mai chiamare Londra "casa".

0 commenti:

Posta un commento

Informazioni personali

La mia foto
Twenty years old. Born in Rome, but lives in London. My name was supposed to be Andrea, but back in 1994 it was exclusively a male name. I write. I write to escape, to travel, I write to live. I love England. I love music, books and John Keats. I describe myself as cynical and objective, but my favourite literature period is Romanticism. I'm the girl in the dress, because Taylor Swift describes me perfectly.

Search This Blog

About

Diciannove anni, maturata. Lei si sarebbe dovuta chiamare Andrea, ma nel 1994 non era considerato un nome adatto ad una bambina. Scrive. Scrive per viaggiare, scrive per fuggire, scrive per andare in contro al mondo. Ama l'Inghilterra. Ama la musica, e ama i libri. Ama John Keats. Si definisce cinica e oggettiva, ma il Romanticismo è il periodo che più l'affascina. E' la ragazza con il vestito, perché Taylor Swift la descrive così dannatamente bene.
 
Copyright © 2010 Take Pains; Be Perfect, All rights reserved
Design by DZignine. Powered by Blogger